
Cristiana Rollino - Nefrologa a Torino
Calcolosi e idratazione
Acqua e calcoli renali: quanto bere e quando?
È opinione comune che bere molta acqua sia sempre utile per proteggere i reni. In realtà, si tratta solo di una verità parziale: in alcune patologie renali, infatti, può essere necessario limitare l’assunzione di liquidi. Nel caso della calcolosi renale, invece, una corretta idratazione rappresenta un elemento fondamentale sia per la prevenzione sia, in determinate circostanze, per il trattamento.
Ma perché l’acqua è così importante? Quanto bisogna bere? E durante una colica renale è davvero consigliabile aumentare l’assunzione di liquidi?
Per rispondere a queste domande è necessario distinguere due situazioni diverse: la prevenzione della formazione dei calcoli, soprattutto nei soggetti che ne hanno già sofferto, e il trattamento di una calcolosi già presente, con o senza colica renale in corso.
Prevenzione della calcolosi
L’efficacia di un’adeguata e costante idratazione dipende dalla sua capacità di diluire nelle urine le sostanze che possono dare origine ai calcoli. In questo modo si riduce il rischio che sali come l’ossalato di calcio o l’acido urico raggiungano concentrazioni tali da precipitare e cristallizzare, anziché essere eliminati normalmente attraverso le urine.
Questo rischio è particolarmente elevato nei soggetti che presentano alterazioni metaboliche predisponenti, come l’ipercalciuria (eccessiva eliminazione di calcio nelle urine), l’iperossaluria, l’iperuricuria o l’ipocitraturia. Quest’ultima condizione favorisce la formazione dei calcoli perché il citrato svolge un’importante azione protettiva, contrastando la cristallizzazione dei sali.
Una diuresi abbondante, ottenuta grazie a un adeguato apporto di liquidi, contribuisce quindi a mantenere basse le concentrazioni urinarie di calcio, ossalati e urati, impedendo il raggiungimento della soglia critica oltre la quale si formano i cristalli.
Per questo motivo non è sufficiente bere grandi quantità d’acqua in pochi momenti della giornata. L’idratazione deve essere distribuita in modo regolare nell’arco delle 24 ore, evitando lunghi periodi durante i quali le urine diventano troppo concentrate. È quindi consigliabile avere sempre a disposizione una bottiglia d’acqua e bere frequentemente piccoli quantitativi, soprattutto in ambienti caldi o durante attività che favoriscono la sudorazione e la disidratazione.
Non esiste una quantità valida per tutti. L’obiettivo è mantenere una produzione urinaria di circa due litri al giorno. Nella maggior parte dei casi ciò richiede l’assunzione di circa 2,5 litri di liquidi nelle 24 ore, tenendo conto delle condizioni climatiche, dell’attività fisica e delle caratteristiche individuali.
Occorre tuttavia prestare attenzione alle situazioni in cui un eccessivo apporto di liquidi può risultare dannoso, come nello scompenso cardiaco, nella cirrosi epatica o nella sindrome nefrosica. In questi casi è sempre opportuno seguire le indicazioni del medico.
Per quanto riguarda il tipo di acqua, non esistono particolari raccomandazioni: anche l’acqua del rubinetto è generalmente adeguata e non è necessario ricorrere a specifiche acque minerali.
Il ruolo dell’acqua nel trattamento dei calcoli
In alcune circostanze, quando un calcolo si trova in una posizione favorevole all’espulsione spontanea, i medici possono suggerire un aumento temporaneo e concentrato dell’assunzione di liquidi. Questa pratica, nota come “colpo d’acqua”, mira a generare un flusso urinario particolarmente abbondante, in grado di facilitare la fuoriuscita del calcolo.
Diversa è la situazione durante una colica renale. In questa fase, infatti, bere grandi quantità d’acqua può aumentare la pressione nelle vie urinarie e aggravare il dolore. Per questo motivo non è consigliabile eccedere con i liquidi durante l’episodio acuto.
Al contrario, una volta terminata la colica, un’adeguata idratazione può nuovamente favorire l’eliminazione del calcolo e contribuire a prevenire la formazione di nuovi episodi.
Conclusioni
L’idratazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione della calcolosi renale. Bere in modo regolare durante tutta la giornata aiuta a mantenere le urine diluite e riduce il rischio di formazione dei calcoli, soprattutto nei soggetti predisposti o con precedenti episodi di calcolosi.
Un aumento temporaneo dell’apporto idrico può inoltre favorire l’espulsione di un calcolo già presente, ma durante una colica renale è opportuno evitare di bere eccessivamente, poiché ciò potrebbe peggiorare i sintomi. Come spesso accade in medicina, il beneficio dell’acqua dipende non solo dalla quantità assunta, ma anche dal momento e dalle modalità con cui viene introdotta.